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Sala 28: Il Settecento |
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Questa sala presenta alcune importanti testimonianze del Settecento bolognese.
È qui che si incontra la parte più significativa dell’opera di Giuseppe Maria Crespi.
Al suo naturalismo appartengono scene di genere come la Scena di fattoria, mentre la sua attività come pittore «di figura» è ampiamente testimoniata nel Ritratto della famiglia Troni, nell’Autoritratto o nel Ritratto di cacciatore.
All’ambiente di Giuseppe Maria Crespi si rifanno, sia pure in una versione meno accesamente naturalista e con la ricerca di effetti più retorici e teatrali, i due episodi delle Storie di Giuditta di Giuseppe Marchesi detto il Sansone.
Due Autoritratti ci tramandano invece le fattezze di padre e figlio: Gaetano e Mauro Gandolfi.
Quest’ultimo si pone come elemento di passaggio rispetto a quanto verrà prodotto nell’ambiente dell’Accademia di Belle Arti, collegata alla nuova Pinacoteca fondata nel 1803.
Di questa produzione ottocentesca la Pinacoteca conserva una discreta collezione, non esposta al pubblico, ma importante per capire le direzioni della pittura e del collezionismo ottocentesco bolognese sotto il nuovo governo papale e poi sotto lo stato nazionale italiano.
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