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Lo Street Artist Banksy con i suoi Murales e Graffiti è uno degli Artisti più famosi al mondo. Scopri Bio, identità ed Opere Street Art Banksy.

La sua identità misteriosa e i gesti spesso eclatanti compiuti dall’artista hanno contribuito ad accrescerne la popolarità, facendo salire i prezzi delle opere di Banksy alle stelle.

Negli anni sono state fatte moltissime ipotesi sull’identità segreta di Banksy, anche se ad oggi l’unica informazione che appare piuttosto certa è che l’artista di strada sia nato a Bristol nel 1974.

I soggetti dei suoi murales sono spesso ispirati all’etica,alla politica ed alla cultura, proposti in forma satirica per rendere ancora più immediato e comprensibile il messaggio. Le sue opere vengono realizzate in tempi brevissimi, grazie all’impiego alla Stencil Art.

Banksy: Biografia Breve dello Street Artist

Pur non disponendo di notizie certe sui suoi dati anagrafici e cercando di ricostruire per Banksy Biografia e Storia molte fonti riferiscono che l’artista britannico sia nato a Bristol nel 1974.

I suoi primi Graffiti Banksy ha iniziato a produrli nella celebre cittadina posta nella zona sud-ovest dell’Inghilterra, iniziando a coltivare la sua passione come parte di un gruppo chiamato Bristol’s Drybread Crew.

Nel 2000, trasferitosi a Londra, lo Street Artist contemporaneo raffina la sua tecnica passando all’impiego degli Stencil.

Con la Stencil Art Banksy riesce a creare le sue opere serigrafiche in tempi brevissimi, particolare di importanza rilevante quando si tratta di mantenere l’anonimato.

Nei suoi Murales Banksy ripropone immagini che si ispirano alla politica e a temi sempre attuali, proposti in chiave satirica, sono messaggi immediati che non mancano di colpire chi si trovi ad osservarli.

La carriera di Banksy inizia così la sua rapida ascesa.

Gli Inizi di Banksy: Opere dalle Cover Musicali a ‘Banksy d’Inghilterra’

Nel 2003 la sua notorietà richiama l’attenzione del gruppo musicale inglese Blur, con il quale l’artista inizia una collaborazione che lo porterà a realizzare la cover del loro album.

La copertina creata da Banksy Think Tank riprende perfettamente, con le sue immagini, i temi trattati dal gruppo nei brani che compongono questo album, ovvero pace, amore, politica e dissenso verso la guerra in Iraq.

In quel periodo per le sue Opere Banksy dedica una rivisitazione dei lavori di grandi artisti del passato.

Le tele originali vengono riprodotte dallo street artist Banksy e nel dipinto vengono poi inseriti particolari anacronistici.

In alcuni casi tali riproduzioni venivano anche esposte poi abusivamente nelle gallerie d’arte più blasonate.

Si tratta, ad esempio, dell’opera di Banksy Madama con Maschera Antigas, che vede il volto di una nobildonna settecentesca coperto da una maschera a gas, o ancora del più celebre Show me the Monet, in cui Banksy ha voluto mettere due carrelli della spesa ed un cono stradale tra le acque dello stagno.

La sua satira politica non ha risparmiato neppure la famiglia reale inglese.

Nel 2004 infatti lo street artist britannico inserì nei suoi murales anche un’immagine della banconota da 10 sterline, che al posto della Regina Elisabetta raffigurava Lady D e anziché avere la scritta “Banca d’Inghilterra” diceva “Bansky d’Inghilterra“.

I Murales di Banksy: Graffiti Sociali nel Muro in Palestina

Banksy: Palestina – Anno 2005 – L’artista britannico decide di eseguire alcune sue opere in Cisgiordania, intento a richiamare l’attenzione dei media sulle condizioni umane di un popolo in guerra.

Come tela per le sue opere Banksy ha scelto il muro in Palestina che divideva la città da Israele.

Un totale di nove dipinti in cui i soggetti sono prevalentemente bambini che non accettano quella divisione creata dal muro e cercano di oltrepassare l’ostacolo, talvolta volando appesi a dei palloncino, altre volte creando un vero e proprio varco con palette e secchielli.

Gli anni dei riconoscimenti ufficiali per Banksy

Con il successo e la fama ottenuta in quegli anni Banksy nel 2008 riesce ad organizzare il primo Cans Festival: una mostra tutta dedicata alla Street Art che viene allestita in un vecchio tunnel abbandonato londinese.

La manifestazione richiamerà artisti da tutto il mondo e partecipazione sarà altissima.

Il 2010 è un anno denso di impegni e di nuove sperimentazioni per il giovane street artist.

Sarà infatti dietro la macchina da presa a curare la regia di Exit Through the Gift Shop, il film documentario che racconta la Street Art e la vita di uno dei suoi esponenti: Thierry Guetta, alias Mr Brainwash.

Con questo film documentario Banksy viene poi candidato all’Oscar nel 2011 ed ottiene la nomination di Person of the year agli Webby Award 2014.

In quegli anni con i suoi graffiti Banksy inizia anche a riempire i muri della città, ottenendo così anche l’attenzione di moltissime star ed il coronamento di un successo già da tempo preannunciato.

Dismaland: Banksy fa parlare di se

Nel 2015 a far parlare tutto il mondo di questo eccentrico artista è l’installazione artistica temporanea di Banksy Dismaland, che è stata accessibile dal 21 agosto al 27 settembre 2015.

Questa ennesima provocazione di Banksy è un vero e proprio gioiello di guerrilla art spuntato a sorpresa nel Somerset, sulla costa sud-occidentale inglese più precisamente a Weston-super-Mare.

Sul terreno che un giorno aveva ospitato l’ex Tropicana, chiuso ed abbandonato da oltre 15 anni, Banksy ha allestito il suo particolare Parco dei non divertimenti (dall’inglese Dismal – tetro).

Insieme ad altri 50 artisti internazionali lo street artist Banksy ha messo in scena alcuni dei peggiori incubi quotidiani del nostro tempo, ormai talmente radicati nella nostra società moderna da renderci difficile poterli identificare come minacce.

Con Dismaland Banksy vuole far uscire dall’indifferenza problematiche urgenti e gravi, ponendole davanti agli occhi dello spettatore come scherzi sinistri che riescano a far sorridere giusto il tempo necessario per comprenderli fino in fondo.

Banksy, Gross Domestic Product, e lo Shop Online Ufficiale

Un’altra installazione destinata a rimanere aperta per un tempo brevissimo è stata quella che ha interessato il quartiere di Croydon nella capitale inglese.

Nei primi giorni di ottobre di quest’anno infatti è stato inaugurato un insolito negozio dove era possibile ammirare (solo dall’esterno) molti capolavori dell’artista.

Con Gross Domestic Product Banksy ha voluto ancora una volta puntare il dito contro i problemi della società globale.

Questa nuova trovata dell’artista più discusso al mondo nasce per salvaguardare il proprio marchio.

Per Banksy Gross Domestic Product è il modo di tutelarsi da un’azienda che produce biglietti di auguri che sfruttava il suo nome brand.

Al tempo stesso la vendita Online delle Opere di Banksy è finalizzata all’acquisto di una nuova nave per l’Ong Open Arms, che da anni opera nel Mediterraneo per soccorrere i migranti.

Dopo la chiusura dell’insolito negozio che non ha mai veramente aperto, avvenuta il 18 ottobre 2019, è iniziata la fase di prenotazione degli oggetti esposti.

La prenotazione, per il Gross Domestic Product shop Online è stata possibile solo attraverso il sito grossdomesticproduct.com e si è chiusa il 28 ottobre 2019.

Sul sito era possibile al massimo acquistare un’opera per volta per persona.

Anche se l’acquisto veniva completato, alla fine dopo il questionario “What is art for you?” veniva comunicato che avrebbero valutato solo amanti dell’arte e non tutti avrebbero ottenuto le opere.

Oltre alla possibilità di prenotarsi sul sito di Banksy Gross Domestic Product è apparso il link verso un nuovo sito cioè BBay.shop

In molti pensano che questa sia la sua nuova strategia per assumere il controllo sul traffico che avviene sulle sue opere.

Un piccolo viaggio attraverso le opere principali di Banksy e le tante ipotesi fatte per svelare la sua vera identità ci aiuterà a comprendere qualcosa di più su questo artista discusso, i cui lavori stanno facendo registrare cifre record nelle più blasonate aste di opere d’arte.

Opere di Banksy: Murales e Graffiti Street Art

Come nella migliore tradizione Street Art, le Opere di Banksy sono murales con Graffiti che racchiudono messaggi immediati e alla portata di tutti.

Quelle immagini ad effetto, spesso arricchite con slogan, hanno colorato i muri di tutto il mondo portando dentro di se le opinioni dell’artista su fatti spesso di carattere politico ed umanitario.

I murales Banksy sono opere che contengono messaggi destinati al passante di strada, e che per questo devono avere quell’immediatezza nel catturare l’attenzione e nell’elaborazione del messaggio che contengono.

Non c’è tempo per fermarsi ad osservarli ore, come invece avviene nei musei, e il pensiero dell’artista deve giungere a destinazione nel tempo necessario a compiere quei pochi passi per percorrere quel breve tratto di strada.

Quel suo arricchire con un velato senso di ironia i problemi che oggi colpiscono la società riesce a dare un maggiore senso ricettivo ai suoi messaggi di denuncia sociale e ai suoi pensieri, che sicuramente l’artista esprime come mai fino ad ora nessuno è stato in grado di fare.

Potremmo quasi dire che dove c’è bisogno di denunciare gli orrori delle guerre, del capitalismo e delle istituzioni, coi suoi murales Banksy c’è.

Vediamo allora quali sono le opere Street Art Banksy più famose.

Banksy – Pulp Fiction e Ozone’s Angel: storia di tre opere

La prima realizzazione di questo capolavoro di Banksy Pulp Fiction viene eseguita nel 2002 in prossimità della stazione metropolitana londinese Old Street.

Nel dipinto originale si vedevano i due protagonisti del celebre film Quentin Tarantino (John Travolta e Samuel L. Jackson) mentre tenevano in mano due banane al posto delle pistole.

Cinque anni dopo l’ente che gestisce il trasporto pubblico londinese decise di cancellare l’immagine facendola coprire con una mano di vernice nera.

L’evento ebbe una ripercussione enorme, anche perché l’opera era stata valutata nel frattempo ben 300000£ ed erano in molti i fans e turisti che amavano soffermarsi ad ammirarla.

La delusione per quella decisione presa, a detta dell’ente, per combattere il senso di degrado e abbandono che il murales Pulp Fiction sembrava dare alla città londinese, portò un altro street artist a scrivere su quella vernice nera un messaggio rivolto a Banksy: “Torna presto“.

E l’artista tornò. Su quella vernice nera realizzò un nuovo graffito Pulp Fiction che raffigurava i due personaggi stavolta vestiti da banana, che tenevano nelle mani due pistole vere.

Anche stavolta però il murales avrà vita breve.

A coprirlo sarà un altro street artist, Ozone, che scriverà sopra una provocazione: “Se è meglio la prossima volta lo lascio“.

Poco dopo Ozone morirà schiacciato da un treno e Banksy, proprio nel punto esatto in cui aveva realizzato Pulp Fiction, creerà un altro capolavoro.

Ozone’s Angel, questo il titolo dell’opera Street Art di Banksy, raffigura un angelo vestito con un giubbotto antiproiettile che tiene in mano un teschio ed è dedicato alla memoria di Ozone e dell’altro ragazzo morto con lui in quell’incidente ferroviario.

Banksy – Flowers Thrower: Il Lanciatore di Fiori a Gerusalemme

L’Opera di Banksy Flower Thrower è una delle opere più significative che l’artista di Bristol ha realizzato durante il suo viaggio in Cisgiordania.

Il graffito, creato sul muro di un edificio privato a Gerusalemme, in un’area teatro di forti scontri, raffigura un giovane con il volto coperto che si appresta a lanciare un mazzo di fiori.

L’opera di Banksy lanciatore di Fiori è un chiaro invito a riflettere sui danni provocati dalla guerra.

Per mettere in risalto proprio quel mazzo di fiori che il giovane uomo tiene tra le mani al posto di una molotov l’artista ha scelto di dare, solo a quel particolare del dipinto, una nota di colore.

In un murales Banksy tutto in bianco e nero infatti, quel mazzo di fiori colorati, simbolo della pace, riesce perfettamente ad esprimere il suo messaggio con incredibile immediatezza.

Una copia di questa immagine è stata anche utilizzata dall’artista per realizzare la copertina del suo libro Wall and Piece nel 2005, dove raccoglie le sue opere.

Una serigrafia di quest’opera era inoltre presente all’interno del Gross Domestic Product, lo shop speciale che Banksy ha allestito a Londra.

Banksy – Balloon Girl – La Bambina con Palloncino Rosso

Nell’Opera di Banksy Balloon Girl possiamo osservare l’immagine di una bambina che sta con la mano protesa verso un palloncino rosso trascinato via dal vento si avverte subito un’intensità unica.

Questa sensazione è poi rafforzata dalla scritta che compare dietro alla piccola

c’è sempre speranza

In effetti nel murales Balloon Girl Banksy vuole raffigurare quel messaggio di speranza, invitando chi osserva il dipinto a riflettere sul fatto che, anche nei momenti più bui, vi è sempre uno sprazzo di luce.

Per trasmettere la sua metafora l’artista si avvale, ancora una volta, del contrasto di quel colore rosso del palloncino a forma di cuore, con il nero che è invece il colore predominante nel resto dell’opera.

Sono davvero molte le occasioni in cui l’artista ha voluto riproporre quest’immagine, che risulta ad oggi una di quelle maggiormente utilizzate.

Ci sono murales Bambina con Palloncino di Banksy a Waterloo Bridge e in molti altri quartieri londinesi.

C’è l’opera di Banksy Girl with Balloon in molte sue varianti a portare il suo messaggio nelle tante campagne sociali in Cisgiordania.

Balloon Girl di Banksy è stata inoltre utilizzata anche per portare l’attenzione del mondo sulla questione dei rifugiati siriani.

Nel 2018 il quadro della Bambina con Palloncino di Banksy ha infine creato enorme scalpore a causa della sua semidistruzione avvenuta subito dopo che un collezionista si era appena aggiudicato l’opera all’asta di Sotheby’s per oltre un milione di Sterline.

A causarla fu un meccanismo che lo stesso Banksy aveva inserito nella cornice del quadro.

Rinominata in seguito Love is in The Bin l’opera è stata autenticata dal Pest Control di Banksy, ovvero l’ente nominato dall’artista per gestire ed agire per suo conto.

Sotheby’s, nel raccontare quanto accaduto, ha definito il capolavoro Balloon Girl di Banksy la prima opera in assoluto ad essere stata creata nel corso di un’asta.

Chi si nasconde dietro lo pseudonimo Banksy?

Banksy, il cui nome viene spesso storpiato in Banski, Bansky o anche Bansksy, pur restando invisibile a tutti riesce a far giungere i suoi messaggi nel mondo.

Come un autentico genio della comunicazione, attraverso i murales sparsi nelle varie città, ma anche utilizzando performance a sorpresa, come quella del 22 maggio 2019 a Venezia.

In concomitanza con la Biennale di Venezia, a cui Banksy non era stato invitato, l’artista fa la sua apparizione nella città lagunare, filmando tutto per poi postare le riprese sul suo profilo Instagram.

In quel video si vede (o meglio si intuisce la presenza) dell’artista dietro una bancarella allestita nella città lagunare.

Sul piano vengono poi collocate nove tele dal titolo Venice of Oil.

Messe tutte insieme formano una gigantesca nave da crociera che incombente minaccia Venezia.

Banksy verrà poi costretto dai vigili ad allontanarsi.

Ma al di la dei tanti video che sono comparsi nel corso degli anni anche su canali come YouTube e che non hanno però mai saputo dare una risposta sicura alla domanda “Chi è Banksy?“, le ipotesi maggiormente accreditate ad oggi risultano essere quelle che vedono nascondersi dietro il misterioso artista britannico le tre seguenti persone:

  • Thierry Guetta,
  • Robert Del Naja
  • Robin Gunningham.

Vediamo insieme su quali teorie si basano le varie supposizioni sull‘identità di questo artista misterioso che affascina e provoca il suo pubblico, in un modo così particolare e curioso da spingere ognuno di noi a volerne sapere di più.

Banksy e Thierry Guetta sono la stessa persona?

Sono in molti a sostenere che dietro il discusso artista si celi in realtà Thierry Guetta.

Oggi conosciuto in tutto il mondo con lo pseudonimo Mr Brainwash, Thierry Guetta inizia le sue performance artistiche nel 2000, quando decide di seguire con la sua videocamera il lavoro del cugino Invader e di Stepard Fairey. Proprio quest’ultimo, noto anche con lo pseudonimo Obey, sarà l’artefice di quell’incontro Mr Brainwash Banksy che darà vita ad una collaborazione artistica di lunga durata.

Nel riprendere gli artisti di strada al lavoro Guetta ha modo anche di apprenderne le tecniche. La sua idea è quella di realizzare un film documentario sulla Street Art ed i suoi esponenti più di spicco.

Nel frattempo lo stesso Banksy aveva accettato di posare davanti alla telecamera, mostrando ovviamente solo le sue mani e le spalle per non svelare la sua identità. Le riprese non hanno però l’effetto desiderato e lo street artist finirà per convincere l’amico a dedicarsi lui stesso alla realizzazione di graffiti.

Sarà Banksy a finire dietro alla telecamera per riprendere, aiutato da Fairey, Thierry mentre realizza i suoi primi capolavori di guerrilla art. Da quel momento in poi Thierry Guetta diverrà per tutto il mondo Mr Brainwash.

Il film documentario Exit Through the Gift Shop che scaturisce da queste riprese uscirà nel 2010 e nello stesso anno verrà candidato all’Oscar.

L’uscita del film da però anche origine alle tante supposizioni che vogliono vedere in Mr Brainwash Banksy la stessa persona.

Uno stile molto simile tra i due ha portato spesso Mr Brainwash a utilizzare le iconiche immagini di Banksy per le sue opere, che finivano per mixare Haring e Pollock, Andy Warhol e Basquiat allo stile di Bansky.

Appare inoltre alquanto insolito il fatto che un artista di strada (peraltro già famosissimo) si prenda a cuore un altro artista di strada fino al punto di voler lavorare con lui per portarlo al successo.

Non siamo in grado di affermare se Banksy Mr Brainwash sono in realtà la stessa persona, anche perché in contrapposizione a quanto sopra riportato, vi sono tutta una serie di documenti ufficiali che dimostrano la vita a Los Angeles di Mr Brainwash rendendo così difficile dare credito a questa ipotesi.

Certamente, al di la del fatto che i due artisti siano o meno la stessa persona, Mr Brainwash è senza dubbio uno dei capolavori meglio riusciti di Banksy.

Dietro Robert Del Naja si nasconde Banksy?

Come potrebbe venire in mente che dietro il più misterioso degli street artist si nasconda in realtà il celebre cantante dei Massive Attack?

Il front man del gruppo musicale britannico, conosciuto anche con lo pseudonimo 3D, è nato a Bristol, proprio come Banksy.

Come il misterioso artista ha mosso i suoi primi passi nell’affascinante mondo della Street Art a Bristol, realizzando graffiti sui muri della città.

Anche la tecnica dello stencil nella Street Art di Bristol si deve a Robert Del Naja.

E sarà proprio quella la tecnica che Banksy sceglierà come sua preferita, fino al punto di utilizzarla come tecnica personale per le sue opere.

A dare forma a questa ipotesi arriva anche una piccola indagine condotta dal giornalista inglese Craig William, che fa notare la straordinaria vicinanza che si verifica tra le apparizioni di Banksy e i concerti dei Massive Attack.

Neppure la presenza di un oggetto posto all’interno del Gross Domestic Product, il negozio chiuso che Banksy ha allestito pochi giorni fa a Londra, è passata inosservata a chi cerca conferme per questo collegamento.

Tra le varie opere dell’artista ed oggetti infatti, vi era un camino sul quale era appeso un cartello. Ebbene in quel cartello vi era l’immagine presente sulla cover del primo album del Massive Attack (Blue Lines del 1981).

Sicuramente non mancano le “coincidenze”  tra i due, che hanno originariamente dato vita alla supposizione che Robert Del Naja Banksy fossero in realtà la stessa persona.

Coloro che già cercavano conferme a questa teoria non hanno mancato di notare la gaffe incredibile che ha fatto il dj Goldie durante una diretta radiofonica. Rispondendo a una domanda riguardante la mercificazione dell’arte infatti Goldie avrebbe detto

Prendi una maglietta, mettici su delle lettere da graffiti, poi scrivi ‘Banksy’ e siamo a posto. 

Possiamo venderla subito. Non per mancare di rispetto a Robert, lo ritengo un artista brillante e penso che abbia stravolto il mondo dell’arte.

Quel Robert messo lì riferendosi a Banksy non è certo passato inosservato e, anche se dopo un attimo di imbarazzato silenzio il dj si è affrettato a cambiare discorso, questo suo collegamento involontario tra i due ha contribuito a consolidare in molti che dietro a Banksy si celi veramente Robert Del Naja

Ha ragione chi afferma che Banksy è in realtà Robin Gunningham?

Tra i tanti nomi che nel tempo sono stati fatti riguardo alla probabile identità dell’artista di Bristol, uno di questi è Robin Gullingham.

La sua prima apparizione come probabile candidato ad essere Banksy risale al 2008. A farla è il quotidiano Daily Mirror.

Lasciata per un po’ da parte ma mai dimenticata, questa ipotesi è stata ripresa nel 2016 da un gruppo di studiosi della Queen Mary University londinese.

Utilizzando una speciale tecnica di geolocalizzazione che viene spesso impiegata per l’individuazione dei serial killer, questi studiosi hanno messo a confronto gli spostamenti del 42enne britannico (anche lui è nato a Bristol) con le apparizioni del celebre artista.

I punti di collegamento compatibili tra i luoghi in cui sono comparsi i murales di Banksy e la presenza fisica di Gunningham sembrano aver delineato un profilo che potrebbe anche portare a pensare che si tratti effettivamente della stessa persona.

Il condizionale resta comunque d’obbligo. La Vera Identità dell’ Street Artist Banksy rimane ancora oggi avvolta nel mistero.